Visualizzazione post con etichetta Bivacco Cingora. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bivacco Cingora. Mostra tutti i post

sabato 23 giugno 2012

alla festa in alpe Cingòra!

alpe Cingòra, la sera
E' un vero piacere essere presenti all'alpe Cingòra durante la festa annuale che il Consorzio indice nel mese di giugno. Quest'anno, poi, al piacere si aggiunge un reale motivo di orgoglio in quanto la festa non è stata pubblicizzata in valle Anzasca e dintorni, ma è fondamentalmente un momento di incontro per i soli alpigiani. Oltre all'ospitalità più volte raccontata su questo blog, è anche grazie al contatto permanente di Esteban con Juri, un alpigiano, se riusciamo a essere ugualmente presenti e a goderci le due giornate di festa insieme. Saliamo in ben cinque, due soci SEI e tre simpatizzanti tra cui Silvia, alla prima uscita con noi altri bombi.
la Miniera dei Cani (1475m)
Non avendolo mai percorso durante la bella stagione non mi immaginavo che il sentiero si svolgesse per una buona metà alla frescura dell'ombra degli alberi delle medie quote! Che bello...e meno male, dato il caldo del periodo e il sole a picco dell'altra metà di percorso. Saliamo in meno di un'ora e siamo subito sul bel balcone sopra la valle Anzasca dal quale s'affaccia l'alpe Cingòra. Si guarda insieme il panorama dallo spiazzo più grande dell'alpe, nei pressi della fontana sul cui fondo, cullate, già aspettano al refrigerio delle belle bottiglie di vinello.
piacevolmente, tra amici.
Salendo abbiamo incrociato Mirella, suo figlio con moglie, e i nipoti ma non la riconosciamo: solo una volta su tutti quanti ci salutiamo e conosciamo finalmente Juri, il nostro contatto mailistico, e la sua famiglia. Ritroviamo il bivacco come lo ricordiamo: accogliente, semplice, con tutto quello che serve (cucina a gas e il necessario per la cucina) e i suoi 6 posti letto.
Dopo un pranzo frugale, il pomeriggio scorre tra la conscenza di nuovi alpigiani e il bighellonare qua e là in giro. A questo proposito, Esteban e io andiamo alla Miniera dei Cani che si trova dietro la Cingòra sullo stesso lato della valle Antrona. Doveva essere un luogo dove cavavano metallo, a giudicare dal colore rossastro delle rocce nelle vicinanze. 
Mitico!!! Il nostro G.

Stiamo via un'oretta e mezza, poi i preparativi per la cena del pre-festa impazzano e ci caliamo anche noi nel turbinìo degli eventi. Il luogo della cena è, appunto, il bivacco dove sono state poste due lunghe panche per ospitare le circa 30 persone che siamo, tra adulti e bambini.
La cena è parecchio buona, si ride e ci si diverte. Dopo cena, giochiamo a scopone con gli alpigiani e perdiamo. Doniamo all'alpe della grappa che in buona parte, chi piu' chi meno, si beve la sera stessa originando un altro caso di ubriachezza SEI  (forse meno molesta della Bovarina 2012) finita poi bene.
domenica, durante i preparativi
Il giorno dopo è il giorno del pranzo della festa! Arrivano su altre persone, tra cui un leggero sedicenne che fa la salita in 38 minuti! Potenza della gioventù... Il pranzo si svolgerà all'aperto nello spiazzo e siamo molti più di ieri sera. Tra corse di bambini e piacevoli chiaccherate, pranziamo immersi in un'atomosfera sempre rilassata. Dopo pranzo, giochiamo a scopone con gli alpigiani e perdiamo.
Scendiamo non molto tardi, dopo aver salutato tutti i nostri amici e ospiti favolosi con la promessa di tornare. Siamo rimasti ancora una volta davvero colpiti dall'accoglienza e dalla generosità delle persone dell'alpe Cingòra. Ringraziamo in particolare Mirella, Giovanni, Riccardo, Juri e famiglia, e tutte le donne che han preparato cena e pranzo di una festa che resterà a lungo nei nostri cuori.
Evviva l'alpe Cingòra! 
Evviva il SEI!
CP

domenica 20 marzo 2011

Ritorno all’alpe Cingora (VB)

Dopo una settimana di neve in quota, e di gran caldo, il rischio valanghe ci riporta in basso all'alpe Cingora dove siamo stati esattamente un anno fa. Il gruppo vede il gradito ritorno di Andrea, socio fondatore SEI, e di Renzo, amico escursionista che non usciva con noi da parecchi anni.
All'altezza del bivio per Pianezza incontriamo Giovanni che salutiamo mentre trasporta sul furgone un carico di damigiane vuote. "Chissa' se torna su con quelle piene" e' il pensiero di tutti, ma per questa volta non godremo della sua ospitalita'. Peccato. Saliti a Pianezza ci intratteniamo con Riccardo che ci dà le chiavi del bivacco. Dal fondo valle si vede dove si deve arrivare, e il sentiero e' comunque ben tracciato e segnato. A differenza dello scorso anno, non c'e' traccia di neve e la salita, piuttosto diretta e al sole (gia' piu' che tiepido), avviene senza grossi problemi se si escludono quelli dovuti alla mancanza di forma adeguata.
Arrivati, pranziamo all'aperto sul prato fuori dal bivacco. QuestaIMG_0368 balconata sulla val Anzasca è davvero bella. Dopo il  pasto Renzo e Fabio ci salutano prima dell'arrivo dell'annunciato temporale al termine del quale Stefano, io e cane Nike ci incamminiamo verso l'alpe Cresta con l'idea di risalire fino a un'alpe posta piu' in alto e ben dentro la valle, a 1300 metri circa sul lato nord. Lungo il sentiero per l'alpe Cresta, infatti, si cambia versante della montagna e ricompare qualche traccia di neve. Il bosco di faggi è bellissimo e ancora in tenuta invernale. Manca solo una traccia evidente per continuare il traverso in leggera risalita seguendo piu' in alto il torrente. Non ce la sentiamo di proseguire, il fondo e' un po' bagnato, e torniamo indietro avvistando qualche bel tronco che sarà ilIMG_0363 passatempo del giorno dopo.
Il bivacco dell'alpe Cingora non ha subito modifiche durante quest'ultimo anno, il tubo della stufa e' ora fissato in maniera adeguata al camino e c'e' una buona scorta di legna che iniziamo a consumare. L'attrezzatura della cucina non e' al livello massimo del Canton Ticino, ma riusciamo a cucinarci lo stesso un degno risotto con i funghi facendo del brodo di verdura.
La notte non e' ancora serena, ed è un peccato perché avremmo ammirato una luna senza velature durante una piena eccezionale trovandoci nel periodo di minima distanza terra-luna.
Domenica il tempo è eccezionale. Dedichiamo la giornata a fare legna aspettando qualcuno del consorzio dell'alpe Cingora con cui condividere il pranzo e qualche bicchiere, ma invece non sale nessuno. Dopo pranzo ci svacchiamo per bene al sole prima di tornare indietro contenti di essere tornati alla Cingora: un posto dove ci ripromettiamo di salire in notturna estiva, magari ancora durante una luna piena.
Marco "CP"

domenica 28 marzo 2010

Ospitalità fantastica all’alpe Cingora (VB) I

Questa volta optiamo per una comoda ascesa, l'alpe Cingora in valle Anzasca (www.alpecingora.it). Il sentiero da Pianezza (appena sopra San Carlo) si raggiunge con una carrozzabile in buone condizioni ed e' tutto esposto al sole, cosa che ci concede di trovarci all'inizio del sentiero con molto agio alle 11.30. Il sentiero e' piuttosto diretto e facciamo i 600 metri di dislivello in poco piu' di un'ora. Viene con noi anche il cane Febo. L'ultima volta (novembre 2009, aveva 6 mesi) mi ha costretto a cercarlo su e giu' da Frasnedo a Piazzo (val dei Ratti) perche' si era perso. Questa volta ci segue bene, e anche a lui non par vero di trovarsi su, circondato da amici (ben 4 altri cani) con i quali si diverte un mondo.re
Appena arrivati conosciamo una della quindicina di famiglie del consorzio che ha rivitalizzato l'alpe Cingora ristrutturando le baite e usandole. Hanno sistemato anche un bivacco che, a giudicare dalle firme sul registro, e' ben frequentato (complice anche il sito internet fatto molto bene). Il posto e' decisamente bello, un balcone sulla valle Anzasca nella parte che la separa dalla val Sesia.
"Avete fame?" ci chiede la signora Mirella e ci offre un bel po' di pasta al ragu' con la salsiccia: accettiamo contenti e ha inizio così un fine settimana che, personalmente, a parte un po' di legna e sincerarmi che Febo non scappi per chissa' dove, catalogo all'insegna del dolce far niente. Stefano passa gran parte del pomeriggio a socializzare con i consorzianti, e forse per questo il signor Giovanni viene a montarci la canna fumaria della stufa: ci troviamo così, di colpo, in un bivacco a 4 stelle per i nostri standard. Contemporaneamente, tutta la legna che Nando, Sergio e Andrea hanno tagliato ci garantisce un buon tepore interno.
Anche il signore della baita vicina al nostro bivacco ci da' una mano con la luce elettrica.biv
Siamo solo noi 5 (e Febo) a fermarci per la notte. La cena e' sontuosa come sempre ci capita quando sappiamo che possiamo contare su tante comodita' per cucinare: stufa, fornelli, forno. Sono contento di dare in cucina il mio maggior contributo alla riuscita del giro.
A sera andiamo nella baita di Mirella e Giovanni per quattro chiacchere, giocare a scopone e bere vino. Nonostante l'impegno faccio perdere sonoramente Giovanni. Tornati in bivacco ci accomodiamo. Dormo saporitamente; Febo mi sveglia alle 6.00 per i suoi bisogni e trovo Stefano gia' vestito di tutto punto che si gode la visione di un'alba rosata che annuncia la bellissima domenica di sole che sarebbe seguita. Nonostante tanta bellezza e aria fina, riprendo a dormire per risvegliarmi tre ore dopo. Resisto facilmente all'invito di Nando di uscire per il giro mattutino: lui e Stefano (e Febo), infatti, partono presto per salire verso la croce a quota 1700 mt. circa. L’ascesa diviene complicata anche con le racchette da neve causa il manto nevoso spappolato dal caldo. Dopo circa tre ore sono di ritorno. Grazie agli amici dell’alpe Cingora.
Marco (e un poco Stefano)