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domenica 2 giugno 2013

Capanna Prou – val Malvaglia

Questa scorribanda tra le cime avviene nell'ambito di una stagione tardo-primaverile in forte ritardo con parecchia neve sopra i 2000 metri. La scelta del S.E.I. (ri)cade su una capanna ticinese molto interessante: la Capanna Prou in val Malvaglia.
La partenza con gli scarponi ai piedi avviene prendendo il sentiero della val Malvaglia piuttosto in basso, a circa 580 metri; quasi subito attraversiamo il ponte romano inIMG_7766 localita' Lau, e quindi comincia la ripida ascesa. Il vento Favonio porta da Nord veloci nuvole che coprono a tratti il sole che illumina le cime della valle di Blenio e la piu' lontana val Leventina.
In poco meno di un'ora e mezzo raggiungiamo l'esteso agglomerato di case di Dagro (1367 mt) che superiamo per inoltrarci nel bosco soprastante il borgo. Tra gli abeti incontriamo la prima neve caduta i giorni precedenti ma ormai in rapido scioglimento.
IMG_7785L'alpe di Prou ci aspetta immersa nell'erba gialla punteggiata da qualche macchia di neve. L'omonima Capanna situata a 2012 mt è di proprieta' della Societa' Amici Valle Malvaglia, è aperta tutto l'anno e consta di stufa a legna, gas, impianto fotovoltaico e 18 posti letto forniti di coperte. E' adagiata su un balcone roccioso esposto a Sud, dal quale si possono ammirare montagne e vallate del Ticino.
Dopo un breve e tardivo pranzo rimaniamo fuori al sole che si avvicenda alle nuvole. Oltre ad una lontana aquila notiamo una marmotta accanto ad una casupola dell'alpe. IMG_7830
La cena S.E.I. è, come al solito, cosa seria: questa volta il menu' offre focaccia con cipolle preparata in rifugio, pasta con mezzo chilo di fagioli (!), verdure, ed una allegra varieta' di bevande alcoliche.
Dopo cena, davanti ad un caldo mate, torniamo fuori dal rifugio per ammirare il tramonto che dona coloriture speciali al panorama circostante.
Il giorno dopo si raggiunge l'alpe di Cióu (1970 IMG_7843mt) e il contiguo prato di Cüm (1894 mt) solcando un traverso che si addentra nella val Malvaglia.
Quando torniamo all'alpe di Prou stanno arrivando altri escursionisti dei quali un gruppo si dedichera' a preparare una grigliata.
La discesa verso valle procede veloce insieme al costante aumento della temperatura. Nel riattraversamento di Dagro, oltre un recinto si avvicinano una serie di camelidi sudamericani ai quali avevano da poco rasato il pelo; uno di essi, il piu' grosso, ad un certo punto si mette a produrre strani rumori con la bocca, per cui decidiamo di salutare velocemente gli animali in questione.
Ulteriore nota colorita: dopo aver visto suoi poster pubblicitari in diverse localita', nel paese di Malvaglia realizziamo che un noto rapper commerciale italiano era in concerto nella vicina Biasca il sabato sera. Qualcuno pentito per non aver approfittato dell'occasione?
Esteban

domenica 13 maggio 2012

alpe Quarnei e Cima di Gana Bianca

Approfittando dell'apertura della strada consortile (info qui http://www.consorzi.ch) visitiamo finalmente la valle Malvaglia e la Capanna Quarnei. Partiamo da Pavia con intenzioni bellicose (salire da Fontané per il sentiero basso via Alpe della Bolla).
capanna Quarnei (2108m)
Poi, arrivati in valle, i nuvoloni neri e la pigrizia di qualcuno ci fanno portare la macchina fino alle porte di Cusiè e optare per il sentiero più corto. Nonostante la presenza di neve (marcia, ovviamente) nell'ultimo traverso, il percorso è agevole e arriviamo in breve all'Alpe di Pozzo. Di qui, grazie alla migliore esposizione, strada pulita fino all'Alpe di Quarnei. Nel pianone, invece, una bella metrata di poltiglia. Dopo qualche tentativo, risolviamo la questione salendo al rifugio direttamente per la crestina erbosa esposta sulla valle (e pressoché libera dalla neve). Ci insediamo nel rifugio, riscendiamo un'altra volta sotto l'alpe di Quarnei a prendere dell'acqua sorgiva, e quindi ci dedichiamo alla cena, che come di consueto non è propriamente a base di minestre liofilizzate.
ramponamento mattutino
Durante la scopetta serale, la discussione verte sul tema "domani ce la farà a rigelare?". In effetti le previsioni del tempo danno un deciso calo termico dalla notte, ma in realtà il cielo pare restare coperto e la temperatura altina.

Il mattino dopo, sveglia alle 5.45, e, in effetti, gran sereno e sbuffi di foehn. Temperatura calata, anche se non freddissima, e neve dura, almeno in superficie. Alle 6.20 siamo fuori in direzione cima di Gana Bianca. Verso i 2150 comincia la neve e ci ramponiamo. Man mano che saliamo di quota, ci si fanno chiare 2 cose:
1) il tratto che evita le rocce al di sotto della cima pare abbastanza ripido: ce la faremo a farlo?
2) il sole sta martellando il pendio di salita rivolto a est.
verso l'anticima (2707m)
Adula o Rheinwaldhorn (3402m)
 Veloce discussione e desistiamo dalla cima vera e propria. Due di noi salgono sul colle q.2432 sotto il pizzo Forca. Io e Marco invece puntiamo alla bellissima anticima nord quotata 2707, che pare decisamente più facile della cima propriamente detta.

La scelta è azzeccata: salita veloce e piacevole, senza alcun problema fino alla cresta. L'ultimo pendio, intorno ai 35°, richiede invece una certa attenzione soprattutto perché è un po' esposto verso i salti di roccia a sinistra, e la neve sta cominciando a mollare. Lo risalgo scalinando (e lo riscenderò faccia a monte).

gran svacco meridiano
In realtà per arrivare alla cima vera e propria ci sarebbe un'ultima crestina ancora più esposta che evito accuratamente di fare (Marco, che mi segue, alla fine arriverà qualche metro più in su di me). La vista sulla cima di Gana Bianca e sull'altro versante sono comunque garantite e valgono il biglietto.

Discesa: nonostante siano solo le 8, diventa evidente che il rigelo è stato solo superficiale. La bella crosta che era portante solo mezz'ora prima comincia a tradire, e sotto si rivela il marciume creato da una settimana intera di caldo estivo. Facendo quasi una corsa contro il tempo per evitare di massacrarmi le ginocchia negli sprofondamenti, scendo più veloce che riesco fino a dove finisce la neve. Poi, con calma, al rifugio.

val Malvaglia da Cusiè (1666m)

Seguono relax mattutino, pranzo e discesa a valle.

Nando

sabato 19 novembre 2011

alpe di Prou - val Malvaglia (TI)

Torniamo volentieri all'alpe Prou dove già fui nell'aprile 2009 con Esteban, ribattezzato così dalle persone con cui lavora ora, in giro tra la Bolivia e la Terra del Fuoco. 
Sono in compagnia di un altro socio SEI, Andrea. Al momento della scelta del luogo, mancando Nando e la sua propensione per il "buco" ed essendo il criterio guida quello di trovare un posto al sole, la scelta cade sull'alpe Prou: è IL posto al sole.
alpe di Prou (2015m)
Situata appena sopra i 2000m all'inizio della val Malvaglia, questo bel rifugio da 300-350 presenze l'anno rappresenta un ottimo posto tappa per un'esplorazione della val Malvaglia da fare in più giorni: in fondo alla valle c'è la capanna Quarnei dalla quale si accede alle due capanne Adula CAS e Adula UTOE.
Finalmente ci si sgranchisce un po': faremo oltre 1400m di dislivello. Arrivare alla partenza del sentiero a quota 600m non è complicato. Una volta a Malvaglia occorre seguire le indicazioni che portano sulla cantonale per le valli Malvaglia e Pontirone. Molto prima del bivio per la val Pontirone si trova il tornante da cui parte il sentiero che conduce al ponte Lau. E' il tornante appena sopra il cartello con la deviazione a sinistra per la frazione Tagnugna. Lasciamo l'auto in un parcheggino appena sopra il tornante ai lati della strada e in pochi minuti siamo al ponte Lau, un bel ponte romanico in pietra gettato sopra una gola piuttosto profonda.
bosco, verso Dagro
Da dopo il ponte Lau inizia la salita che termina alla Prou senza concedere tregua. 
Il primo pezzo, per oltre 700m di dislivello, è tutto nel bosco con i castagni che molto lentamente cedono il passo a faggi e betulle: si vede che questo lato della valle e' piuttosto caldo. Il sentiero è ben tracciato con molti segnavia e, lungo i rapidi tornanti, nonostante il tappeto di foglie, è impossibile perdersi. Dopo Pontei di Fuori e una cappelletta restaurata, siamo a metà strada quando arriviamo nel bel paesino di Dagro. Qui il bosco cede il passo al pascolo e si incrocia la carrozzabile. Infatti è possibile arrivare fin qui in altri due modi: in funivia da Malvaglia o dopo 19 Km(!) di giro della val Malvaglia passando per Madra, dopo il bacino artificiale.
I cartelli da seguire, fin da basso, sono sempre quelli per la capanna Quanei. Passiamo per le numerose frazioncine di Dagro fino a che, solo da sopra Gordone, c'è il primo cartello che indica alpe Prou a un bivio da dove è possibile raggiungere la Capanna Quarnei (in 2h e 45m), passando da Prato di Cüm. 
Dagro (1367m) e val di Blenio
Proseguiamo fino a Cascina di Dagro e qui, appena fuori dal bosco, occorre seguire a destra il sentiero ben segnato che entra nel bosco. Su un abete c'e' un piccolo cartello di legno che indica l'alpe di Ciòu. Appena più sopra ci sono due cartelli ravvicinati con indicata l'alpe di Prou. Mancano ormai gli ultimi 400m che percorriamo tutti nel fitto bosco di abeti e larici. Si sale piuttosto rapidamente. Ormai stanco, giungo alla capanna Prou e sono molto sollevato: c'e' l'acqua esternamente! Meno male, altrimenti la prima acqua l'avremmo trovata giù, 400m sotto, a Cascina di Dagro...
Leggendo il libro del rifugio si capisce che chiudono l'acqua sempre verso la metà di ottobre. Troviamo la capanna in perfetto ordine. Pranziamo sul tavolo fuori e arrivano cinque abitanti di Lugano con le loro doppiette e due bei segugi italiani: domani andranno in cerca di lepri alpine. Ci chiediamo se ora la cosa sia legale...e dai discorsi a cena capiamo che non lo è tanto.
La capanna Prou ha due stanze, una con stufa, cucina a gas, acqua corrente (da maggio a ottobre), dispensa, e sopra il pianale di legno ci sono 8 posti letto con cuscini e coperte. 
ultimi 400m di bosco
L'altra stanza è senza stufa con accesso diretto dall'esterno e ha altri 10 posti letto, oltre le numerose scorte di vino e birra. Pensavamo che alla Prou non avremmo trovato nessuno, forse perché la prima volta che siamo stati qui Stefano-Esteban e io non abbiamo incontrato davvero nessuno, e invece ceniamo in 11: oltre i 5 cacciatori ci sono quattro zurighesi (tosti) che scendono dalla Piancabella e si fermano qui. Spiace dirlo, ma ancora una volta siamo superati in califfato: i cacciatori sanno che alla Prou c'è il set da fonduta, e si sono attrezzati di conseguenza. 
Si riproduce qui la distinzione cantonale che già sperimentammo alla capanna Sponda: i ticinesi casinisti, gli zurighesi compiti e per nulla interessati al cibo. Consumano brodini vari e pane secco (solo per necessita').
Passiamo una notte drammatica, i cacciatori parlano fino a tardi e Andrea non ha i tappi per le orecchie. In alto sul pianale fa un caldo bestia (tiene bene il calore la capanna!) e ogni tanto Andrea mi sveglia battendo la mano sul legno per far smettere di russare o me o lo zurighese... E vabbe', pace.
alpe di Ciòu (2003m)
Il giorno dopo il tempo è ancora splendido. Prima che si svegli Andrea salgo per meno di 100m fino a un gigantesco ometto di pietra sul sentiero per la Piancabella. I cacciatori sono in giro e gli zurighesi (tosti) se ne vanno alla Quarnei. 
Andrea e io andiamo in giro brevemente appena dopo l'alpe di Ciòu (2003m) fino all'inizio della discesa per raggiungere Prato di Cüm (1894m). Tornando indietro sentiamo abbaiare i segugi pochi metri sotto di noi, mi sa che erano in odore di lepre. La nostra presenza (per fortuna) dissuade i cacciatori dallo sparare. Ne incontriamo uno che un po' indispettito ci dice, "Ma non avete sentito i cani?". Cacciatori del lella, pensiamo. A caccia vicino al sentiero alle 10.30 del mattino....mah. Brutte cose. 
Prima di iniziare la discesa verso l'auto rimettiamo tutto a posto, vuotiamo la cenere della stufa, chiudiamo il gas, passiamo la scopa ovunque, ma soprattutto lasciamo la tanica da 20l colma d'acqua per i prossimi frequentatori: può essere utile dato il secco che c'è. Firmiamo il registro e ringraziamo (oltre al Presidente SEI) gli ottimi soci dell'associazione Amici della Val Malvaglia che han realizzato e gestiscono questa splendida capanna. Torneremo qui da queste parti di sicuro, magari per andare alla Quarnei e poi chissà...
A presto!
CP